venerdì 22 aprile 2011

Survival Blog: tutto il blog COSE MORTE in pdf



Per una lettura più comoda ecco l'Ebook (in PDF) contenente tutti i miei post scritti durante il progetto di scrittura condivisa "Survival Blog", ideato da Alessandro Girola.
Qui trovate l'ebook anche in formato EPUB

Max

Nota del 24 Agosto: da oggi è disponibile allo stesso indirizzo la seconda edizione dell'Ebook, con una piccola postfazione e una nuova copertina, realizzata con una foto donatami dal caro amico Massimiliano.

Nota del 24 Ottobre: da oggi l'ebook è disponibile con una nuova stupenda copertina, donatami dal mitico Cyberluke Luca Morandi, artista digitale con i contro maroni.

Edit del 28 Gennaio 2014:
L'ebook da oggi è acquistabile sullo store di Amazon, in una veste rieditata, pubblicato insieme a COSE MORTE, la blog novel che ha partecipato tra la fine del 2010 e i primi mesi del 2011 al progetto di scrittura condivisa SURVIVAL BLOG. Il nuovo ebook si chiama COSE MORTE: Wonderwall of Dead Things.
  
COSE MORTE: Wonderwall of Dead Things

Data di riesumazione: Gennaio 2014
Genere: Horror apocalittico.
Numero di resurrezione: prima.
Formato: Kindle Book.
Pagine: 88.
Compralo su Amazon!

giovedì 21 aprile 2011

TAGS



Ecco un altro reperto dal passato, in formato PDF, si tratta di una micropiece dedicata all'arte del graffito urbano, della serie quando i "vandali" vanno a teatro.
Enjoy it
Max

mercoledì 20 aprile 2011

Se fossi B.

Work in progress...
Ecco il mio primo contributo in PDF, si tratta di un racconto breve del lontano 2003, ispirato alla "lontana" a fatti realmente accaduti o che forse accadranno.

domenica 27 marzo 2011

COSE MORTE

by  http://mediamondo.wordpress.com/



Da ora in poi aggiungerò in questo spazio anche contenuti che esulano dal Survival Blog in senso stretto.
COSE MORTE è stato inizialmente creato per contenere i post di quel bellissimo esperimento di scrittura condivisa, partito dal basso grazie all'iniziativa dell'instancabile Alessandro "Alex" Girola de Il blog sull'orlo del mondo. Tra l'altro ieri ricorreva il quarto "mesiversario", ancora auguri!!!
Ho deciso di mantenere il titolo pandemico perchè in questo spazio comicerò a inserire un po' di vecchi materiali, che sono sempre rimasti nell' hard disk, come fossero, per l'appunto, cose morte e seppellite. 
La denominazione penso che calzerà anche per le cose nuove, visto che corrono lo stesso rischio di "inumazione".
Perciò questo blog  non sarà un cimitero pieno di salme, ma almeno un cimitero vuoto, visto che i suoi ospiti si saranno alzati e avranno iniziato a camminare sulla terra della blogsfera.

Un saluto e sopravvivete, mi raccomando.

MAX

domenica 20 marzo 2011

Il gioco online del Survival Blog!!!!

Copyright ©1997-2011 by Adam Dorman


L'altro giorno scartabellendo sul web ecco che mi imbatto in un post del blog STRATEGIE EVOLUTIVE curato da Davide Mana. Cito testualmente:

Funziona così:
Andate sul vostro profilo FB.
Sulla sinistra dello schermo, vedrete una colonna con le icone dei vostri amici.
OK, prendete i primi cinque – queste sono le cinque persone insieme con le quali state per affrontare la Pandemia Gialla ed il successivo crollo della civiltà.
La domanda: quanto malamente siete fregati?
Fine del gioco.

Bene mi metto ovviamente subito al lavoro:


I primi 5 amici sono:
La fidanzata di mio cognato
Due mie colleghe (una coetanea e l'altra sulla cinquantina)
La sorella di una mia amica delle superiori
Uno dei ragazzi del centro aggregativo dove lavoro.
In pratica, cercando di evidenziare abilità utili in caso di pandemia e collasso della civiltà:
  1. Una laureanda in neuro biologia, quindi perfetta in caso di infezioni da prioni.
  2. Una sociologa esperta in counseling, ma grande cuoca e dotata di senso pratrico.
  3. Un'assistente sociale, forse sarebbe l'ultima rimasta in Italia, alzerebbe la media attuale, ma forse sarebbe poco utile, visto che la soluzione migliore per gli infetti è una pallottola nella corteccia frontale.
  4. Una fisioterapista che in caso di Gialla si potrebbe rivelare un valido aiuto per le nozioni mediche in possesso.
  5. Un operaio esperto di lavorazione del ferro, dal fisico da pilone di rugby, perciò un eccellente elemento della squadra.

    In conclusione non sarei messo malissimo in caso di epidemia di morbo del prione di Lee-Chang, forse qualcuno, come il sottoscritto, si dovrebbe riciclare, visto che il destino ha messo insieme tre persone che lavorano insieme nel sociale. Ma sarebbe una sfida simile a quella della vita vera, visto che il settore socio-sanitario-culturale è stato il primo a subire i tagli di governanti dalla visione a cortissimo raggio.

    A presto e sopravvivete, mi raccomando :)

    Max











     

mercoledì 2 marzo 2011

Eh già...

Stamani all'autoradio hanno passato l'ultimo singolo di Vasco Rossi, autore che non amo molto; ma quando stavo per cambiare stazione la prima strofa mi cattura:


"eh già
sembrava la fine del mondo
ma sono ancora qua
ci vuole abilità
eh, già
il freddo quando arriva poi va via
il tempo di inventarsi un’altra diavoleria"
Ovviamente mi è subito venuta in mente la pandemia gialla del buon Alessandro Girola e mi è tornata la voglia di scrivere ancora qualcosa anche se in modalità "off character", sul survival blog.
Al mio personaggio-alter ego forse sarebbe piaciuta la canzone, anche se Vasco nel suo mondo probabilmente se ne vagherebbe per le strade di Milano in cerca di carne fresca.
E' curioso (o forse no) che a distanza di un paio di settimane mi si sia risvegliata la febbre gialla, che sia tempo di spin off? Chissà...
Per adesso lascio due riflessioni conclusive su questa bella esperienza, chiusa nella prima fase ma ancora in piena corsa nella successiva.
Mi subito è piaciuta l'idea di base di fare un gioco di ruolo basato sulla scrittura, in quanto master e giocatore intempi remoti ( fine anni '80 - fine anni '90) di D&D, GIRSA, Cyberpunk 2020 etc. Inoltre l'aspetto di parteciparvi in remoto, interagendo con perfetti sconosciuti, aggiungeva sale alla sfida. Tra l'altro come scribacchino non pubblicante ero fermo da almeno 5/6 anni e questo fatto mi ha inizialmente frenato, ma presto è diventato la molla che mi ha spinto a buttarmi: ho aperto un blog, cosa mai fatta prima e si vede :), scritto e letto molti (non tutti) degli altri blog partecipanti e soprattutto dato spazio alla fantasia. E' interessante anche il fatto di dover scrivere a scadenze, ritagliando il tempo tra 2 lavori, l'università e gli obblighi sociali e "maritali". La scarsità di tempo su di me ha sempre funzionato da incentivo per la creatività. Anni fa infatti, ad un corso discrittura creativa, mi ero abituato a lavorare su esercizi con tempi ridicolmente corti (10, 15 minuti al massimo) e questo forse ha influito.
Inoltre mi ha divertito molto il lavoro di scambio ed interazione con Angelo "swordman" del blog "Nessuna parola sarà risparmiata" con il quale ho intrecciato la trama, appena abbozzata, della mia storia.
Adesso lascio ancora riposare le idee e vedo se sopravvivono abbastanza per essere messe per iscritto.


Ecco il testo integrale della canzone ispiratrice:

eh già
sembrava la fine del mondo
ma sono ancora qua
ci vuole abilità
eh, già
il freddo quando arriva poi va via
il tempo di inventarsi un’altra diavoleria
è già
sembrava la fine del mondo
ma sono qua
e non c’è niente che non va
non c’è niente da cambiare
col cuore che batte più forte
la vita che va e non va
al diavolo non si vende
si regala
con l’anima che si pente
metà e metà
con l’aria, col sole
con la rabbia nel cuore
con l’odio, l’amore
in quattro parole
io sono ancora qua
eh, già
eh, già
io sono ancora qua
eh, già
ormai io sono vaccinato, sai
ci vuole fantasia
e allora che si fa?
eh già
riprenditi la vita che vuoi tu
io resto sempre in bilico
più o meno, su per giù
più giù, più su
più giù, più su
più su, più giù
più su, più giù
più su, più giù
più su
col cuore che batte più forte
la vita che va e non va
con quello che non si prende
con quello che non si dà
poi l’anima che si arrende
alla malinconia
poi piango, poi rido
poi non mi decido
cosa succederà?
col cuore che batte più forte
la notte ha da passà
al diavolo non si vende
io sono ancora qua
eh, già
eh, già
io sono ancora qua
eh, già
eh, già
io sono ancora qua
io sono ancora qua
eh, già
eh, già

Fonte: http://www.airdave.it/testo-eh-gia-vasco-rossi-13673/#ixzz1FRG29rjP

 Ed il video: http://www.youtube.com/watch?v=1CydZtP_XlA

giovedì 10 febbraio 2011

Paranoid vacancy



9 Febbraio 2016 – Stagnali, pomeriggio

Tra due settimane finisce la mia quarantena, sono rimasto da solo nell’edificio rosa ad un piano adibito per lo scopo.
Ultimo arrivato e ultimo a lasciare l’isolamento.
Anche se non è un vero isolamento, ho molti contatti con tutta la comunità.
Ma queste finestrelle hanno comunque le sbarre ed io smanio di uscire.
Come saprete non abbiamo trovato nessuno a Caprera, ne’ sano ne’ infetto, i giorni da preda sembrerebbero finiti.
Sto impiegando il mio tempo catalogando i libri recuperati dalla Stone Cold Company: intendo mettere su una piccola biblioteca con tanto di catalogo digitale. Mentre digito i codici di classificazione sulla tastiera del mio fedele netbook, che ancora porta i segni della mia fuga dalla costa, penso che per molti anni questa di Stagnali sarà l’unica struttura del genere.
Forse per sempre.
In effetti negli ultimi giorni vengo assalito da attacchi di pessimismo acuto.
Guardo fuori dalle sbarre e mi aspetto da un momento all’altro di incrociare lo sguardo avido di un giallo in crisi di astinenza da sangue.
Ascolto il vento che mi riporta in lontananza il suono del mare ed il canto dei gabbiani, mi concentro e mi sembra di sentire il rumore gutturale di gole raschiate e supporose, come quelle che mi hanno svegliato, nel cuore delle molte notti insonni degli ultimi anni.
Non penso che mi abbandoneranno mai, ho paura che il peggio verrà da adesso in poi.
Poi i rumori della ricostruzione del paese che procede spedita mi riportano un po’ di ottimismo.
In questi giorni ho dato anche una mano nello scaricare a terra le casse di materiali stivati nell’Eclisse: Angelo ha chiesto l’aiuto di tutti e a me non pareva vero di sospendere per un po’ il mio stato di solitudine.
Ormai il paese è del tutto autosufficiente e abbiamo corrente elettrica quasi in ogni momento, ho riscoperto i benefici della doccia calda e del sapone.
L’edificio dove sono adesso diventerà anche una scuola, dove io darò il mio contributo.
Sul tetto c’è anche una piccola campana.
Il resto del gruppo non ha sollevato obiezioni alla mia candidatura ed avrò anche un aiuto: Lucia, una ragazza sulla trentina che ha aderito di sua iniziativa e che adesso sta intrattenendo i piccoli con una palla trovata chissà dove.
Penso che questo che scrivo sia il mio ultimo post, ho letto la fine tragica di molti miei compagni di viaggio e spero di non finire in quella lista. Per questo motivo chiudo qui il mio report dalla fine del mondo, sperando di concludere con un happy end, prima che qualcosa possa andare storto.
Probabilmente sono solo un po’ paranoico, deve essere l’istinto da sopravvissuto che non si vuole rassegnare ad una vita di nuovo abbastanza agiata.
Il mio caro netbook a manovella, con l’ammaccatura di una pallottola di AK 47 su uno spigolo, fin qui mi è servito per il presente ed il passato, da qui in avanti servirà per far ripartire il futuro.
Dunque vi saluto, semmai riscriverò qualcosa sarà per dirvi che le cose sono andate molto male o molto bene, chissà.
Sopravvivete, noi ci proveremo, un passo alla volta.

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