lunedì 12 marzo 2012

Cirillo d'Alessandria e i punti di vista

Oggi vi parlo di un personaggio storico abbastanza controverso.
Si chiamava Cirillo, nato in Egitto nel 370 dopo cristo, teologo e vescovo di Alessandria dal 412. E' stato proclamato santo e dottore della Chiesa nel 1882 e venerato dalle chiese copte, ortodosse e cattoliche.
Ma perchè parlo di costui su COSE MORTE? Perché in fatto di horror e splatter infatti, le dispute religiose sono una miniera delle peggiori nefandezze commesse dall'animale uomo sui propri simili.
Cirillo infatti è noto per lo scontro che ebbe con Nestorio, vescovo di Costantinopoli, la capitale dell'Impero. Nestorio era un sostenitore della natura umana di Gesù e quindi di Maria, ritenuta soltanto una donna che aveva partorito un bambino in tutto e per tutto umano. 
I cristiani in Egitto se la presero per questo fatto, perché avevano sostituito il culto di Iside con quello di Maria, ritenuta una divinità. Tra l'altro un precedente concilio aveva già stabilito la doppia natura di Gesù (divino e umano). 
Cirillo allora caricò a testa bassa, scrisse lettere a tutti i fedeli e monaci egiziani per denunciare Nestorio, cercando anche di convincerlo a desistere dalla sua tesi. Non riuscendovi Cirillo scrisse anche al Papa, che in un apposito concilio ingiunse a Nestorio di ritrattare. Cirillo stesso fu incaricato di portare la diffida a Nestorio, ma già che c'era vi aggiunse anche dodici anatemi, per essere più convincente. 
Nestorio si rifiutò ancora e dovette intervenire l'imperatore Teodosio II, che convocò un concilio per derimere la questione. Nella prima votazione, fatta senza i sostenitori di Nestorio, fu condannato quest'ultimo, poi arrivati i nestoriani fu scomunicato Cirillo. Quando il concilio fu al completo venne definitivamente condannato Nestorio, che si ritirò in un convento. 
Ma Cirillo non era ancora contento: corruppe con oro, avorio e tappeti funzionari della corte imperiale e lo stesso imperatore Teodosio per farsi consegnare Nestorio, che fu esiliato vicino a Tebe, nell'Egitto meridionale. Infine Cirillo, con le sue doti corruttorie e intimidatorie, riuscì a porre un suo discepolo come nuovo vescovo di Costantinopoli.
Ma dove è il sangue?
Cirillo, fin dalla sua elezione a vescovo di Alessandria, era ritenuto dai contemporanei un violento e un autoritario come suo zio, il vescovo precedente. Si dedicò con metodo alla persecuzione di chiunque deviasse dal suo pensiero come ebrei ed eretici cristiani (Novaziani) e si scontrò con due personalità di spicco della città: Orazio, il governatore imperiale e Ipazia, filosofa neoplatonica, matematica e astronoma, oltre che stimata e autorevole consigliera del primo.
Nel 414 c'era un clima di aperto scontro tra ebrei e cristiani e Cirillo, con l'ausilio di una milizia privata che fungeva da guardia del corpo del vescovo: i Parabolani. Costoro erano ufficialmente una confraternita dedita alla cura dei malati ma che ebbero anche  un ruolo attivo nelle violenze contro le altre confessioni religiose. Gli ebrei furono scacciati da Alessandria e le loro sinagoghe convertite in chiese.
Socrate Scolastico, uno storico cristiano sostenne che Ipazia nel 415 venne sorpresa mentre tornava a casa da un gruppo di fanatici cristiani, molto probabilmente i famigerati parabolani, e trascinata in una chiesa. In questo luogo gli invasati la denudarono e la uccisero a sassate.
In realtà usarono dei cocci acuminati, con i quali, probabilmente dopo la morte (lo spero), scorticarono il corpo fino alle ossa e poi lo sminuzzarono in parti più piccole sul pavimento della chiesa.
A questo punto i fedeli di Cirillo pensarono bene di trasportare il frutto del loro devoto lavoro in un altro luogo della città, dove bruciarono pubblicamente i resti della donna, affinché non ne rimanesse traccia fisica. 
Ci fu un'inchiesta sull'episodio, ma Cirillo ne uscì pulito, anche se per un certo periodo i parabolani furono posti sotto la responsabilità del governatore.
Damascio, altro storico che scrisse del fatto, individua in Cirillo il mandante dell'omicidio, roso dall'invidia per l'autorevolezza e l'intelligenza della donna che competeva vincendo in eloquenza con gli uomini più stimati della città. Oltre a questo Ipazia, scienziata pagana e razionalista, guida ascoltata da una parte della classe dirigente, era una minaccia al ruolo del vescovo ed al suo potere temporale.
In conclusione ecco cosa dice di lui un sito vicino al Vaticano:
Cirillo (370-444), che succedette allo zio Teofilo, vescovo di Alessandria d’Egitto tra il 385 e il 412, fu protagonista assoluto nella Chiesa della prima metà del V secolo. Fronteggiò gli avversari della Cristianesimo con la stessa determinazione con cui combatté le derive teologiche dentro la Chiesa stessa. Scrittore prolifico e polemico, non si sottrasse nelle dispute contro i pagani e contro i giudei e divenne punto di riferimento nelle dispute teologiche che precedettero e seguirono il III Concilio Ecumenico, celebrato ad Efeso nel 431. In quegli anni particolarmente difficili per la Chiesa, Cirillo, nonostante alcune situazioni ancora oscure sotto un profilo storico, governò la Chiesa di Alessandria d’Egitto difendendo strenuamente l’ortodossia.

Morale: quando si tratta di troll è bene andarci cauti: potrebbero avere degli amici.

mercoledì 7 marzo 2012

La villa del Lupo

Marco "Bangorn" Siena in questo articolo ha parlato di giochi di infanzia e ville maledette. 
La lettura mi ha subito rammentato delle mie scorribande preadolescenziali sul finire degli anni ottanta.
All'epoca facevo le elementari e mi ero trasferito da poco da un altro paesino, per questo ogni giorno, fatti i compiti, era buono per le esplorazioni. 
Spesso mi accompagnavano due miei nuovi compagni di scuola, con i quali avevo  legato da subito. Uno di loro era appassionato di treni, carcasse di auto e case abbandonate, quindi un pomeriggio tirò fuori la storia della villa del Di Lupo. Piccola digressione di background: dove abito nel '700 i nobili toscani venivano a trascorre la villeggiatura estiva nelle loro residenze immerse nel verde. Questa tradizione risalirebbe ai Medici, che costruirono una di queste ville proprio ai limiti del mio paese.
Tra questi c'erano anche i Di Lupo, ovviamente, che abitarono nella villa omonima fino al 1975 1, per poi lasciarla in stato di abbandono fino al 2000, quando è stata restaurata per fare un residence negli annessi della servitù e usando la villa per matrimoni e ricevimenti.
La villa del Lupo durante il restauro.
 Nel 1987 l'edificio era ancora nascosto da una giungla impenetrabile di querce, pioppi, palme, rovi ed edera. Si stagliava sui campi intorno come un enorme fungo atomico verde.
Parlai della villa a casa e, con mia grande sorpresa, mio fratello maggiore mi disse che anche lui, alcuni anni prima, ci era stato diverse volte con i suoi amici. 
Era un posto pericoloso, ci facevano le messe nere! Mio fratello mi fece anche sentire una cassetta in cui lui aveva registrato una versione romanzata di una delle loro incursioni, con tanto di rumori fuori campo e colonna sonora presa da un 33 giri dei Goblin 2.
Non sentii neanche le raccomandazioni e i diveti dei miei, ormai avevo deciso, sarei andato alla villa del Lupo.
Alcuni giorni dopo mi ritrovai con i miei due amici e ci incamminammo per la stretta stradina asfaltata che portava tra i campi, in direzione del fungo verde.
Arrivati alla rete scorgemmo tra i grandi tronchi ricoperti d'edera, i muri grigi e scrostati della facciata della villa. Gìà questo bastava, in pieno giorno, a farmi desistere, ma gli altri trovarono un varco nella rete e ci si infilarono dentro.
Sotto i rovi si intravedevano figure umane di marmo e terracotta, colonne spezzate, vasi. La villa ci osservava dalle orbite vuote e annerite di due finestre spalancate del primo piano.
Il silenzio era interrotto solo dalle fronde smosse dal vento e dai rametti spezzati sotto i nostri passi.
A dieci metri dal portone, leggermente aperto, la paura ci fece fermare. 
Come avessimo avuto tutti lo stesso pensiero tornammo indietro, verso il buco nella rete. 
Appena fuori una Renault 5 si fermò sul ciglio della stradina. Uscirono fuori quattro ragazzi grandi, barbe e capelli lunghi, magri e nervosi. Ci fecero un sacco di domande: chi eravamo, che facevamo lì, se eravamo entrati dentro. Noi cercammo di spiegare che eravamo entrati nel parco a dare un'occhiata.
Si innervosirono ancora di più. Poi uno di loro fece cenno agli altri di andarsene. 
Rimontarono in macchina e se ne andarono.
La villa oggi.
Subito dopo due cacciatori di mezza età, con stivali di plastica verdi e le doppiette aperte sottobraccio, ci chiamarono dal mezzo del campo che costeggiava la stradina asfaltata.
Ci raggiunsero e ci chiesero chi erano quei ragazzi. Gli rispondemmo che non lo sapevamo. Uno dei cacciatori ci disse di fare attenzione perché quelli là erano sicuramente drogati. All'epoca non mi espressi, ma a posteriori penso che avessero ragione: oltre a esploratori, film maker in erba e satanisti, la villa era infatti un noto luogo di spaccio di eroina.
Adesso il giardino della villa è pulito, la facciata è dipinta di ocra chiaro, ma tutte le volte che la costeggio in auto, mi domando come sarebbe andata, se i cacciatori non fossero intervenuti.



NOTE
2 Il gruppo che curava tutte le colonne sonore dei film storici di Dario Argento.

martedì 14 febbraio 2012

Eran 300...

A un mese abbondante dalla fine del mio racconto a puntate per il progetto Risorgimento di Tenebra, vi presento l'ebook che contiene tutti i post rieditati, con prefazione, postfazione e un allegato speciale.
Approfitto di questa presentazione per ringraziare Moon Base e tutti i suoi abitanti: l'idea del progetto si è sviluppata lì e lì continua a vivere ancora adesso. 
Io durante la scrittura di "Eran 300..." mi sono divertito come ai tempi del Survival Blog, magari senza la paura dell'ignoto e l'incoscienza di un anno fa, ma con maggior sicurezza ed esperienza. La cosa più divertente è stata la fase della documentazione, alla ricerca di quelle zone d'ombra nei fatti storici che potevano essere sfruttate per le iniezioni di fantastico e horror. In questo modo, per sempio, accadimenti reali come le uccisioni e le impiccagioni acquistavano una causa soprannaturale.
Anche la componente di condivisione ha funzionato: sia a livello narrativo, con  diverse citazioni e contaminazioni tra le storie raccontate tra i blogger, nel mio caso col messer Forlani e con Gherardo Psicopompo; sia a livello di feedback, sempre puntali e dettagliati.
Ad oggi a livello di contatti, dopo un primo post attestatosi sulle 62 visite, mi sono assestato su una media di 30 a puntata con 42 visualizzazioni dell'ultima. Magari non sono numeri da grande blogger, ma per i miei standard siamo molto al di sopra dei numeri del Survival Blog, che comunque è un progetto molto più vecchio del Risorgimento di Tenebra.
Nella stesura ho usato uno zibaldone di materiali vari pescati dalla rete, da wikipedia e da portali di storia e cultura locale (soprattuto del Napoletano) dal quale ho attinto la trama ed il background storico. Per ogni puntata mi sono imposto un limite di 666 parole, compreso il titolo. Forse per questo lo stile è risultato un pò più sintetico del normale, ma penso che qursto abbia giovato al tutto (e voi spero lo confermerete o meno). Per la disciplina necessaria per una pubblicazione settimanale mi ha sicuramente aiutato la stesura della mia tesi di laurea, alla quale ho spesso preferito il racconto a puntate, per ricaricarmi metalmente.
Ora vi lascio all'ebook,  cliccate lì in fondo e buona lettura!

TITOLO: Eran 300...
DATA PUBBLICAZIONE: Febbraio 2012
GENERE: Risorgimental-Horror

FORMATO: KINDLE (Acquistabile su AMAZON)
PAGINE: 79.


venerdì 10 febbraio 2012

Giornata a tesi

Come già accennato nell'ultimo post, ieri mi sono laureato con lode alla Facoltà di Scienze della Formazione, corso di Educatore Professionale.
E chissene, direbbe più di uno. 
Questa intro è qui solo per dovere di cronaca e per un ascesso purulento di autostima ed ego ipertrofico. Vi vorrei solo raccontare un po' di deliri extra accademici di quella fredda giornata a Firenze.
In tarda mattinata, con la famiglia al completo, partiamo in direzione della stazioncina delle fs che ci porterà a Pisa e di qui a Firenze.
Appena saliti sul piccolo treno diesel di tre carrozze ci accoglie un controllore che assomigliava in modo impressionante a questo tipo qua sotto: indossava la normale divisa blu scuro con rifiniture rosse e verdi e fin qui niente di male.
George Romero: se non sapete chi è, via da questo blog!

Il fatto curioso è stato però che è uscito dalla cabina di guida impugnando un grosso martello di metallo rosso, di quelli che si usano per rompere i vetri in caso di incidenti al treno. Aveva una faccia seria e si batteva con soddisfazione la punta acuminata dell'arma sul palmo della mano, mentre si avvicinava risoluto verso i nostri posti.
Mi sarei aspettato che prendesse a martellate le dita di un viaggiatore sprovvisto di biglietto, maciullandogli una falange per ogni kilometro abusivamente percorso.
Come inizio di giornata non potevo aspettarmi niente di meglio.
A Firenze ci siamo concessi un pranzetto veloce prima della discussione.
"Andiamo al cinese è vicino alla Facoltà e poi ti servono in fretta!" Ho detto.
"Va bene, un piatto di riso alla cantonese e basta sennò ti prende l'abbiocco*" ha aggiunto Laura.
Oltre al riso ho aggiunto involtini primavera e per concludere manzo e cipolle alla piastra.
Il cibo era ottimo ed il ristorante frequentato da uomini d'affari e impiegati in pausa pranzo, tutti rigorosamente cinesi. Anche qui mi aspettatavo un duello tra commensali a colpi di bacchette a wan tan, volteggiando di tavolo in tavolo, appendendosi alle lanterne rosse, oppure un enorme cuoco con baffi a spiovente che rincorre un cliente troppo esigente con una mannaia luccicante. Il cibo era ottimo, il locale pulito, ben arredato e caldo, che non faceva affatto male, visto il freddo polare.

La sonnolenza non si è fatta molto sentire ma la cipolla invece ha fatto il suo dovere, decidendo di mostrarsi durante l'esposizione della domanda del correlatore, costringendomi ad un educato colpo di tosse, devo dire ben riuscito, per paludare l'eccesso di pressione.
Passata la botta di emozione, gli applausi, le lacrime delle persone care, specialmente di quelle che piangono di rado, il brindisi, verso l'ora di cena ci guadagniamo la via del ritorno a casa, sempre ospiti di Trenitalia.
Partenza con dieci minuti di ritardo e poi telefonate di amici e conoscenti vari.
A pochi chilometri da casa, ad una stazione intermedia, sale un tipo che si mette a vociare al cellulare in una lingua oscura. Poi continua a urlare anche quando spenge il telefono. Passa una decina di minuti ed inizia a ripetere ossessivamente una parola, sempre più forte.
Mi volto un attimo e lui mi nota: errore.
Si avvicina.
Mi parla e stranamente riconosco la lingua: è un ragazzo sordo-muto e tenta di comunicare  pronunciando ogni sillaba delle parole staccata dalle altre. Da quando ho fatto il tirocinio in una struttura per diversabili ho imparato quel difficile modo di parlare.
Ha visto la corona di alloro ed edera che ancora indosso sopra alla papalina di lana e mi fa gli auguri porgendomi una mano; io lo ringrazio e gliela stringo.
Poi mi mostra un foglietto con una classica storia tragica, non so quanto veritiera. Allora mio padre gli allunga un euro e lui se ne va soddisfatto, salutandoci e augurandoci ogni bene.
Sul regionale che prendiamo a Pisa per tornare a casa, troviamo un altro controllore che, con accento partenopeo ci delizia tutti con aneddoti e battute che fanno impazzire la comitiva di quattro giapponesi, padre, madre e due figlie sulla trentina.
Per finire il treno si blocca in mezzo ai campi a una cinquantina di metri dalla stazione, dopo pochi minuti ripartiamo ed  il controllore di prima, scendendo sulla banchina, ci dice:
"Eh abbiamo investito una gallina!"
Lo salutiamo divertiti e ci avviamo al parcheggio, con il vento ghiaccio che si infila tra la sciarpa e il cappello.


* Espressione toscana per stato di sonnolenza acuto.

giovedì 9 febbraio 2012

I'LL BE BACK!


Come diceva il vecchio zio Arnie in Terminator, tornerò!
Dopo una bella pausa di tre settimane eccomi di nuovo a battere un po' di tasti per dirvi che da ora in poi cercherò di aggiornare con maggior frequenza il blog. Il motivo del silenzio sta soprattutto nel fatto che ieri mi sono laureato e quindi ultimamante ho avuto un po' da fare.
Ho appana finito di imbustare gli appunti, spillare le fotocopie e sistemare i libri sullo scaffale, insieme alla tesi su Miyazaki rilegata. Nella mia mania feticista ho trovato un po' di posto anche per aluni vecchi fogli A4 che negli ultimi 4 anni mi hanno accompagnato nelle giornate di studio, ricoprendosi giorno dopo giorno di scritte minuscole, disegni astratti alla Mirò, numeri di telefono, graffi, zampate del gatto, strappi, macchie di thè e caffè. Dopo questo trattamento sembrano delle antiche pergamene, di quelle che piacerebbero al buon Alessandro Forlani e quindi meritevoli di essere salvate dall'oblio.
Mentre facevo queste cose mi sentivo un po' come quando si salutano delle persone care che hanno condiviso con noi un tratto delle loro vite e che da lì in poi seguiranno la loro strada, senza rivedersi mai più.
Io mi reputo un razionalista, ma purtoppo non riesco a non dare un'anima alle cose, anche agli oggetti più insignificanti. 
Prima o poi dovrò comprare un magazzino, tipo quello dell'Arca dell'Alleanza di Indiana Jones, per conservarvi tutto il ciarpame che ho acculumulato in questi ultimi anni.
Da oggi si chiude un periodo emotivamente intenso, ricco di soddisfazioni, con massicce dosi di autistima, poche arrabbiature (ma epocali), stanchezza, mal di testa, ma che mi ha mostrato che l'impegno ed il merito talvolta vengono degnamente premiati.
So che là fuori le cose non funzionano quasi mai così, ma intanto...
La laurea probilmente non mi farà trovare un lavoro, visto che per fortuna già ce l'ho, ma magari consoliderà la mia posizione, dandomi un briciolo in più di speranza per il futuro.
Da oggi saluto tutte le mie carabattole accademiche e mi lancio sui progetti futuri: in primo luogo festeggiare con amici e parenti, andare finalmente al carnevale, fare qualche gita fuori porta in più con Laura e pensare ad altre cose serie con lei...
Per i suggerimenti della copertina ringrazio
i seguenti membri di Moon Base: Marina Belli, 
Germano Greco, Gian de Steja, Gianluca Santini, 
Sam Bruno, Cristiano Pugno, Andrea Scatena.
Ovviamente scriverò ancora, ci mancherebbe! Intanto farò uscire a breve questo ebook che vedete qui accanto: raccoglie tutti i post della blog novel a puntate che ho pubblicato qui su COSE MORTE, aderendo al progetto "Risorgimento di Tenebra" lanciato sulle pagine del gruppo Facebook "Moon Base", il posto dove gli appassionati di fantascienza si ritrovano per scazzare in allegria, facendo e dicendo anche cose un po' più serie, ma sempre senza prendersi troppo sul serio.
Manca ancora una revisione approfondita per refusi e orrori vari, che ho rimandato fino ad ora, ma adesso ho un po' più di tempo libero!
A fine Marzo inoltre scadono un paio di concorsi ai quali vorrei partecipare: Racconti scelti della pandemia gialla organizzato dal mitico Alessandro Girola (ecco qui il bando del concorso) e "Sussurri dal cuore... e dalle tenebre" della Butterfly edizioni, segnalato da Marco Siena sul suo blog: Prima di svanire.
Tutta questa roba penso mi terrà occupato per un mesetto intero, quindi per il resto che mi girottola in testa ci risentiremo su queste pagine virtuali!

giovedì 12 gennaio 2012

Ristrutturazioni...



Ho approfittato del morbo orofaringeo che mi ha tormentato negli ultimi due giorni per dare una sistematina alla struttura del blog. Come potete vedere ho aggiunto una colonna a sinistra con i collegamenti diretti ad alcuni miei ebook ed ho dato spazio ai progetto di scrittura condivisa ai quali ho partecipato. Spero di aver ridotto i tempi di accesso ai miei lavoretti, visto che se si clicca sulle immagini della colonna si viene mandati direttamente alla pagina di Lulu per scaricare il pdf, senza passare dai post in cui erano stati originariamente pubblicati.

venerdì 6 gennaio 2012

Risorgimento di Tenebra - Pergamene

11 - PERGAMENE




Isola di Favignana, 12 Maggio 1860




Il vento umido si faceva strada nei pertugi tra i pietroni della finestrella ed il legno degli infissi traballanti.
- Dunque non avete fatto nomi?
Nicotera osservava incuriosito l'uomo quasi calvo, con la bocca nascosta da due folti baffi bianchi.
Stava seduto composto su uno sgabello, posato al centro della stanzetta due metri per tre.
- Avvocato Crispi, le ho già risposto, ma poi cosa le interessa ormai? Garibaldi è a Marsala, tra poco i Borbone cadranno.
- Scusate, era solo curiosità.
I baffi a manubrio si sollevarono un paio di volte.
- Siete un eroe Nicotera, se avessero trovato il cifrario tra le vostre carte....
- Lo hanno trovato, ma io gli ho fatto credere che fosse una lista di materiali!
Un sorriso fece capolino da sotto i baffi vaporosi.
- A proposito di carte avrei da chiederle una cosa.
- Dica.
- Tre anni fa ha trovato degli strani documenti a Padula?
Una brivido insolito, antico, tornò a percorrere il corpo indebolito dal carcere di Nicotera.
- Avevamo dei ciaurri infiltrati tra di noi, uno di loro fuggì per avvertire il parroco di Sanza e si lasciò indietro degli strumenti blasfemi.
- Per un rito?
- Sì, ma come lo sa?
Crispi si alzò dallo sgabello e si sedette sul pagliericcio zozzo dove Nicotera giaceva avvolto in una coperta che puzzava di piscio.
- Lei c'era quando la Repubblica Romana è caduta?
L'altro annuì con la testa.
- Anche in quell'occasione le Tenebre hanno aiutato lo Stato Pontificio, non eravamo preparati e siamo stati colti di sorpresa.
- Ti ha mandato lui? - chiese Nicotera.
- Sì Garibaldi stavolta vuole vederci chiaro, ha ottenuto da Cavour di avvalersi di una specie di filosofo piemontese, un certo Borri mi pare.
- Non lo conosco.
- Si diletta con saperi oscuri ai più ed è stato incaricato di darci una mano.
- Vi servono quelle pergamene allora!
- Esattamente, sa dove si trovano?
- Penso siano in archivio, col resto delle carte che mi sono state sequestrate.
- Qui nella prigione?
- Sì, in questi mesi hanno continuato ad interrogarmi regolarmente su quei fogli.

Tre ragazzi con la camicia rossa stavano sparpagliando su una grande tavolo di quercia paccate di fogli di tutte le dimensioni e di tutte le sfumature, dal bianco più candido al giallo più rancido.
- Cosa ne farete se la trovate?
- Non so se posso dirglielo ancora, Nicotera.
- Perché?
- Perché non so se approverebbe.
- Volete distruggerli no? - disse con voce tremante.
- Non so cosa vuol farne Borri di preciso, ma servirà ai nostri fini.
Nicotera ripensò a Pisacane che faceva a pezzi gli invasati e si mangiava il cuore del prete.
- Sono d'accordo con voi, ma state attenti a trafficare con quelle cose.
- Le armi non sono né buone né cattive, dipende tutto dall'uso che se ne fa.
- Spero per voi, Crispi, che riusciate a controllarli, io li ho visti sul campo di battaglia...
- Ora non è il momento di pensarci, si rimetta che Garibaldi ha ancora dei piani per lei.
Uno dei garibaldini si avvicinò con una pergamena cosparsa di simboli vagamente antropomorfi. Qualcuno vi aveva vergato sopra delle parole con del carboncino, forse nel tentativo di tradurne il significato.
- É, è forse questa, signore?
Nicotera la prese in mano, temendo che si animasse e partorisse una processione licenziosa di animali, uomini e abominii di ogni specie.
- Sì è proprio quella.
La allontanò subito da sé consegnandola al ragazzo.
- Di che piani parlava, prima?
- Intanto si riposi, poi tra una decina di giorni la facciamo chiamare.
- Cosa mi aspetta ancora?
- Probabilmente niente di più di quello che ha già vissuto.
- Sì non la beccheranno mai sior Nicotera! - uno dei garibaldini, un ragazzo di non più di venti anni gli sorrideva speranzoso.
Col viso sorridente di Falcone davanti agli occhi rispose:
- Sarà per un'altra volta!


FINE 
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Etichette

Licenza Creative Commons
Questo opera è distribuito con licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 2.5 Italia.