sabato 19 novembre 2011

L'Italia del Risorgimento di Tenebra - L'isola di Ponza

Eccomi qua, inizio oggi il mio primo racconto-blog o blog novel, che dir si voglia, ispirato ad un delirio nato alla fine di Ottobre sulle pagine facebook di Moon Base, il ricovero dei patiti della fantascienza e del cazzeggio senza fini di lucro. 
"Se siete appassionati di fantascienza, amanti di serie televisive di culto come Star Trek, Galactica, Visitors, etc..., e volete interpretare il vostro personaggio preferito, questo è il posto giusto per cazzeggiare alla grande."  
Questa è la descrizione della pagina , scritta dal suo curatore, penso il buon Hell Greco.
In questo mio post vi avevo parlato, in tono scherzoso della faccenda, nota col nome L'Italia del Risorgimento di Tenebra, che adesso è diventata una faccenda abbastanza seria.
In attesa di vedere gli eroi risorgimentali degli altri blogger che hanno aderito a questa iniziativa spontanea, alle prese con  vampiri, zombie, licantropi, mummie, ecco il mio contributo a Carlo Pisacane e alla sua fallita spedizione a Sapri.
Il tutto in 666 parole, perchè la somma di 666 fa 18, che è la sufficienza nella votazione in trentesimi, quella che spero di raggiungere con il racconto.
Non ho scelto però il punto di vista del famoso patriota,  ma quello di Giovanni Nicotera, uno dei pochi sopravvissuti al massacro.
Lascio spazio alla prima puntata della blog novel, sperando di darle una cadenza quasi settimanale. Commenti, come sempre, ben accetti.

Max


A Moon Base Delirium Productions


1 - L'isola di Ponza

 

Ponza, 26 Giugno 1857



La prua del piroscafo si alzava e si abbassava, tagliando la superficie dell’acqua salata con un fruscio ritmato.
Giovanni si voltò a poppa e osservò la canna fumaria d’acciaio, che usciva dritta dal ventre di legno del battello: la scia di fumo nero che usciva dalla sommità portò il suo sguardo verso il pennone di poppa, dove sventolava un tricolore appena cucito.
- Nicotera!
- Dimmi Falcone! – disse Giovanni voltandosi verso il ragazzo di circa vent’anni.
- Pensi che ce la faremo?
Stringeva il suo fucile ad avancarica così forte che le nocche erano bianche.
Giovanni si passò una mano tra la barba ben curata: - L’hai sottoscritta la dichiarazione ieri, no?
- Sì.
- Dunque di che ti preoccupi? Ricordi? “Se il paese non risponderà al nostro appello, non senza maledirlo, sapremo morire da forti.” Queste sono le parole di Pisacane, vuoi forse rinnegarle?
- No, no è che spererei che non accadesse…- disse appoggiandosi alla balaustra della prua.
- E poi non abbiamo le armi… - la testa gli era arrivata all’altezza delle spalle. – e Pilo non sì è ancora fatto vivo…Speriamo non abbia trovato un’altra tempesta.
Una mano si appoggiò sulla camicia incrostata di sale di Falcone: - Dai che forse laggiù ne troviamo!
Nicotera indicava un grande edificio di pietra di quattro o cinque piani, con due torrioni tarchiati e mura massicce con poche, piccole feritoie per finestre.
- Che cosa è, un forte?
- E’ il bagno penale dell’isola di Ponza.
- E là troveremo dei fucili?
- É probabile, se ci sono delle guardie saranno armate no?
Un leggero sorriso apparve sotto ai baffetti fini di Falcone.

Nicotera saltò giù dalla scialuppa e si ritrovò con l’acqua alle ginocchia. Tenendo il fucile ben alto per non bagnare la polvere, si fece strada nell’acqua bassa fino alla spiaggia.
- State bassi! Nicotera da questa parte!
Il comandante del drappello di venti uomini si era addossato dietro ad un muretto di pietra, il fucile a pietra focaia tra le ginocchia.
- Dica, Capitano!
L’altro uomo, sulla quarantina, aveva uno sguardo placido mentre diceva: - Dobbiamo prendere quelle due case di pescatori oltre la spiaggia, da laggiù potremo controllare la strada che va al bagno penale.
- Va bene io e Falcone andiamo per primi!
- Noi vi copriamo!
Nicotera percorse di corsa l’ultimo tratto di sabbia asciutta prima della rimessa delle barche, quindi si sporse oltre una chiglia rovesciata.
A parte il puzzo di pesce non c’era nulla di interessante, né alcuna folla festante.
Poi vide un tabernacolo costruito con sassi sovrapposti, imbrattato di fango rossastro, con alcune ossa bruciacchiate.
- Cosa vede Nicotera?
- Niente andiamo!
In pochi minuti le due case furono occupate: i pochi abitanti guardavano i nuovi venuti con un misto di curiosità, divertimento e stupore.
- E così siete sbarcati per far la guerra al Re Bomba? – chiese un ometto con la schiena storta e il viso bruciato dal sole.
- Sì siamo rivoluzionari! – rispose Falcone, che aveva ritrovato l’entusiasmo.
- Quante guardie borboniche ci sono, al bagno penale?
L’altro si toccò il berretto unto che aveva ficcato sopra ai pochi capelli giallicci.
- Voi siete pazzi, vi faranno a pezzi! – aggiunse sorridendo senza denti.
- Ma noi siamo armati e ci batteremo fino alla morte! – disse ancora Falcone, facendosi avanti.
L’ometto li guardò come fossero bambini ingenui: - I fucili non vi serviranno a niente con loro.
Non sorrideva più.
- Andiamo Falcone, non lo ascoltare, dobbiamo appostarci! – poi si rivolse ad altri due ragazzi della spedizione, che aspettavano fuori: - Voi andate nell’altra casa e cercate un buon posto di osservazione dal piano di sopra!
- Tornate da dove siete venuti, è meglio.
Era ancora il vecchio.
- Ci lasci fare il nostro dovere in pace! – disse Nicotera, seguendo Falcone che si arrampicava su una scaletta di legno consumata.
- Non vi dovreste preoccupare dei soldati…- mormorò il vecchio, prima di tornare a sedersi fuori, accanto alla porta della propria casupola.


CONTINUA


4 commenti:

  1. Grande, Max! :) Mi sa che sei il primo a cominciare le danze. ;)

    Bel pezzo, per me ampiamente nella zona sopra i 18/30. Finale che lascia presagire la "tenebra" del progetto e incuriosisce la lettura dei prossimi pezzi. Continua a usare 666 parole come limite, secondo me è un buon numero per tenere desta l’attenzione dei lettori.

    Ciao,
    Gianluca

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  2. Grazie Gianluca, son contento che ti sia piaciuto :) Riguardo al numero di parole è un po' un delirio togliere/aggiungere le ultime sei alle 600!!

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  3. Bello, e di gran lunga sopra la media. Complimenti!
    Non vedo l'ora di leggere il resto, mi aspetto di tutto :)

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  4. Grazie Narratore! Cercherò di non deluderti!

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